DEATON & KIMBROUGH - Play
Junior (2011)
di Matteo Bossi
Speravamo davvero che Eric Deaton
un giorno avrebbe realizzato un disco del genere. Un album-tributo all’uomo e
all’artista che ha avuto una importanza capitale nella formazione del musicista
che Eric è diventato oggi. Parliamo di Junior Kimbrough e del suo modo così
personale di essere bluesman; egli è scomparso nel 1998 e da allora in molti
hanno ripreso i suoi brani, musicisti
di varia estrazione (Buddy Guy, James “Blood”
Ulmer…), spesso con buoni se non ottimi risultati, pensiamo ancora a Richard
Johnston e certo ai North Mississippi Allstars. C’è stato poi anche un tributo
ufficiale della Fat Possum, il malriuscito “Sunday Nights” oltre a “Chulahoma”
dei Black Keys. Fatta questa premessa, il caso di Eric Deaton è diverso, lui
Kimbrough lo ha conosciuto in prima persona, ha suonato a lungo con lui e i
suoi figli, assorbendo alla fonte il suo North Mississippi hill country blues,
che ha col tempo incorporato in uno stile del tutto personale, evidente nei
suoi due dischi solisti precedenti. Registrato negli studi di Jimbo Mathus a
Como,Mississippi, in una sola seduta, con Eric stavolta c’è solo il fido Kent
“Kinney” Kimbrough, al solito eccellente , poi Deaton stesso ha sovrainciso le
parti di basso. Ma non serve altro in effetti, i due danno vita ad un omaggio,
molto fedele allo spirito e alla radice della musica di Junior; un disco denso,
ribollente, profondo e appassionato. Non una mera rilettura ma un fluire
continuo e ininterrotto, quasi impossibile sezionarlo e segnalare questo o quel
frammento. L’ascolto produce l’effetto di una immersione in un fiume che
comincia con “Junior’s Groove” e seguendo le correnti, le anse, i gorghi, ci
trascina con sé fino ad un altro punto molte miglia più avanti, fino a “Nobody
But You”. Un disco cui, paradossalmente,
l’unico vero appunto che ci sentiamo di muovere, riguarda la copertina,
perfettibile, per così dire, ma pensiamo davvero che Junior sarebbe andato
fiero di come i suoi ragazzi tengono viva la sua musica. (Lo si trova su www.hillcountryrecords.com).